Archivio per Luglio 2009

Rumi di Wilson:una citazione di un quadro di Osman

Ho visto, dopo che un amico che aveva letto “L’ammaestratore di IStanbul” me l’ha segnalato, lo spettacolo di Wilson con i danzatori dervisci. Oltre a moltissime citazioni dotte, c’è anche la citazione visiva del quadro dell’ammaestratore di Osman Hamdi con le tartarughe di cui parliamo nel libro e che risulta di immediata lettura per il pubblico turco, ma assolutamente incomprensibile al pubblico europeo.

Peccato non avere la possibilità di cogliere il senso della scena, togliere al pubblico, ma anche alla critica (ho letto a proposito la recensione sul Sole 24 ore di domenica 19 luglio la smarrita critica del giornalista) la possibilità di apprezzare appieno il senso di una scena che diversamente rimane puro involucro.

Mi ha fatto comunque piacere vedere che lo sguardo sul lavoro di Osman Hamdi non è pura entomologia di due viaggiatori curiosi, ma che interessa anche un maestro come Bob Wilson

www.ravennafestival.org

http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/?media=12272&tipo=photo&id=283088&cat_principale_page=1&canale=0&canale_page=1

L’autopsia, poesia di Odisseo Elitis in “Sei più un rimorso per il cielo”

L’autopsia

Dunque, si trovò l’oro della radice dell’ulivo gocciolante nelle foglie del suo cuore.

 

E per tutte le insonnie , accanto al candelabro,

sognando le aurore, un bruciore strano

gli aveva preso alle visceri.

 

Poco sotto la pelle, la linea cianotica dell’orizzonte

intensamente colorata. E infinite orme di glauco

nel sangue.

Le voci degli uccelli, che aveva memorizzato nelle

lunghe ore di solitudine, sembravano riversate tutte insieme

tanto che il coltello non riuscì a procedere

a grande profondità.

 

Probabilmente l’intenzione bastò per il Male,

 

Che lo ravvisò – è chiaro – nella paurosa posa

dell’innocente. I suoi occhi aperti, orgogliosi,

e tutto il bosco ancora inquieto sull’immacolata rete.

Niente nel cervello, eccetto un’eco di cielo distrutta.

 

E solo nella cavità dell’orecchio sinistro, poca,

sottile, impalpabile sabbia, come nelle conchiglie.

Cosa che significava che spesso aveva camminato

accanto al mare, assolutamente solo, con lo sfiorire dell’amore e

il vocio del vento.

 

Per quanto riguarda queste pagliuzze di fuoco sul pube, mostrano che

davvero andava di molte ore avanti,

ogni volta che incrociava una donna.

 

Avremo frutti precoci quest’anno.

 

(Traduzione di Elettra Stamboulis sull’edizione del 1979 della Ikaros edizioni di Atene)

Conclusioni del convegno Cittadini si diventa, 12/13dicembre 2008 Bologna

Rivedersi in video è sempre frustante. Viene da dire… ma sono proprio io che parlo così? che agito le mani? Beh, perlomeno ero io qualche mese fa.Almeno devo dire che quello che ho detto a braccio in quel convegno, in cui sono intervenuti peraltro uomini e donne molto più esperti e competenti di me, continuo a pensarlo.

Le ragazze perdono la voce crescendo. Non si sentono autorizzate a prendere la parola, e questo coinvolge la politica, il lavoro, l’amore. Tutto. Si diventa senza voce.

La seconda cosa è che le consulte dei ragazzi sono un bel esperimento di partecipazione, peccato che dicano il falso sulla questione ragazzi internazionali. Cioé finché siete a scuola siete cittadini, potete esserlo, poi all’improvviso crescete e diventate stranieri senza spazi di rappresentanza.

biografie sospese tra est e Ovest – una recensione di Serena Simoni

 Il nome di Osman Hamdi Bey dice poco alla totalità degli occidentali così come – probabilmente – è quasi sconosciuto anche a molte persone in Turchia, il paese che gli ha dato i natali sulla metà dell’Ottocento. Eppure Osman è una figura cardine nella storia visiva della Turchia: pittore e intellettuale ma anche archeologo di fama, fu conosciuto in Europa e accolto nella comunità scientifica per i suoi importanti scavi e per la creazione del Museo archeologico di Istanbul. La sua affascinante biografia, divisa fra un amore appassionato per la propria terra e per l’Occidente, è stata la traccia da ricostruire e su cui si sono incamminati Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, sceneggiatrice e disegnatore del romanzo grafico L’ammaestratore di IstanbuI. Tutto per tavole a fumetti, la storia è allo stesso tempo ricostruzione della vita del protagonista e di un contesto storico, diario di viaggio degli autori e riflessione sul rapporto a chiaro scuro fra Est e Ovest. Con frequenti passaggi fra passato e presente, si ricostruisce la Istanbul di oggi – quasi indifferente nella sua sospensione di Giano bifronte – e quella di ieri, tesa a rincorrere la distanza che la separa dall’Europa, con un intreccio che riporta poi di nuovo alla piena attualità, cadenzata dalle notizie della guerra di Libano o delle risoluzioni Onu contro le ostilità fra Israele ed hezbollah. L’andamento si dipana fra la formazione di Osman a Parigi – meta di tutti gli intellettuali turchi dell’epoca – e le sostanziali incomprensioni collettive del rapporto attuale fra Occidente e Oriente, un tema che corre parallelo a quello biografico: l’indagine degli stereotipi è utile, soprattutto alla luce di chi, come Osman ma anche gli stessi autori del testo – pur avendo casa da una parte – attraversa i confini, cercando di comprendere l’altro da sé. Le belle tavole del testo, costruite su pochi segni e un andamento calligrafico che si adatta a tradurre lo skyline di Istanbul è della cultura ottomana sono puntate sui dettagli, focalizzando visi e scene contemporanee e i quadri di Osman, i bassorilievi antichi e la vita quotidiana. Ogni immagine e il testo stesso si interrogano sulla distanza, su quanto lo sguardo – anche quello pieno di passione ò riuscire a vedere di ciò che non ci appartiene nè forse mai ci apparterrà completamente. gestione continua del romanzo riguarda il destino di Osman e di quanti – come lui – mescolano con passione due culture diverse, applicando quel principio Sufi che considera l’amore per la verità uno dei principali compiti della vita. Una verità che non è tutta né a est, né a ovest. (Serena Simoni – Ravenna e dintorni 4 giugno 2009)


 

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