Ho visto, dopo che un amico che aveva letto “L’ammaestratore di IStanbul” me l’ha segnalato, lo spettacolo di Wilson con i danzatori dervisci. Oltre a moltissime citazioni dotte, c’è anche la citazione visiva del quadro dell’ammaestratore di Osman Hamdi con le tartarughe di cui parliamo nel libro e che risulta di immediata lettura per il pubblico turco, ma assolutamente incomprensibile al pubblico europeo.
Peccato non avere la possibilità di cogliere il senso della scena, togliere al pubblico, ma anche alla critica (ho letto a proposito la recensione sul Sole 24 ore di domenica 19 luglio la smarrita critica del giornalista) la possibilità di apprezzare appieno il senso di una scena che diversamente rimane puro involucro.
Mi ha fatto comunque piacere vedere che lo sguardo sul lavoro di Osman Hamdi non è pura entomologia di due viaggiatori curiosi, ma che interessa anche un maestro come Bob Wilson
