Archivio per Agosto 2009

L’ira di religione.

Gran smottamento istituzionale nelle lande desolate della politica italiana. Il bipartisan impera e lo stato latita o decade. La domanda è semplice, cos’è l’Italia? Le risposte puntigliose e quasi sempre impaurite. Ai ragazzi credo importi veramente poco di questa baruffa di principi. Eppure… Eppure un docente poi duramente punito a Cesena ha fatto un’indagine personale sui loro desiderata. Che cosa sceglieresti tra ora di religione, ora sui diritti umani e storia delle religioni? Il risultato è stato univoco, la stragrande maggioranza opterebbe per diritti umani, seguiti a ruota da Storia delle religioni. Uno sparuto nucleo per l’ora di religione cattolica. Ma a chi importa?

questo il testo sottoposto ai ragazzi

Classe:

Se il tuo istituto, come avviene in molte scuole superiori, oltre alla materia Religione istituisse (come prevede la normativa scolastica) anche alcune materie alternative per chi non si avvale dell’insegnamento di Religione, tu personalmente cosa sceglieresti?:

1) Insegnamento della Religione Cattolica (docente nominato dal Vescovo);

2) Storia delle religioni (cristianesimo, ebraismo, islamismo, buddismo e le altre religioni come storia e attualità) [docente laureato in storia o filosofia, designato dal Collegio Docenti];

3) Diritti umani (diritti umani e violazioni nella storia e nell’attuale situazione del mondo, vita e pensiero di grandi personalità che si sono distinte per il loro contributo in difesa dei diritti umani) [docente laureato in storia o filosofia oppure con un curriculum di impegno in associazioni umanitarie, designato dal Collegio Docenti]

Ciascuna delle tre materie, essendo facoltativa, prevederebbe un insegnante, un programma, un testo, una valutazione che però non fa media alla fine dell’anno e non determina debiti o mancata promozione.
Risultati
11,3 % sceglierebbero Religione Cattolica
88,7% sceglierebbero una materia alternativa
(23,9% Storia delle religioni; 64,8% Diritti umani)

Berlusconi e il governo di Ankara

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ooops, c’è stato un incidente diplomatico? Oppure è il solito berlusca illusionista? Cosa è successo alla firma del trattato sul gas tra Turchia e Federazione Russa? C’è stato il terzo incomodo? Le cose non stanno proprio così. Un po’ di memoria sulla questione non fa male. Berlusconi le dice grosse, ma a volte dice anche qualche verità, come in questo caso. Forse Erdogan però non aveva piacere che fosse detta… Un po’ di tempo fa io e Gianluca abbiamo realizzato questo articolo a fumetti che è stato pubblicato su “World War 3 illustrated” n.37 – WW3, 2006 negli Stati Uniti, su “Babel” n°237 – Babel Edizioni, 2006 – Grecia e in Italia su “inguineMAH!gazine” n°11 – Fernandel, 2007 – Italia.

La cosa più “divertente” fu il commento dell’editor di World War III, per i quali fu realizzata la storia: “Ma veramente??? Succedono queste cose legate al gas? Pensavo fossimo solo noi i cattivi che succhiano il petrolio all’Iraq…”

http://www.worldwar3illustrated.org/

L’officina del macello e i giurisprudenti

Il 28 maggio 2009 all’aula magna della Facoltà di giurisprudenza di Padova, sede di Treviso c’è stato un convegno “ispirato” al nostro libro, Officina del macello.

Una situazione veramente strana: docenti giurispudenti che partendo dal nostro fumetto hanno tenuto prolusioni molto dotte sul tema del diritto. Sala molto piena, sostanzialmente di studenti a caccia di crediti formativi.

Le cose sentite sono state particolarmente interessanti, anche se ovviamente noi eravamo un po’ il cavolo a merenda. Il nostro parlare non era certo nello stesso codice degli altri relatori. Ad ogni modo è stata un’esperienza straniante e utile al tempo stesso.

Ci ha molto colpiti in particolare un docente con le bretelle che, con loquacità demostenica, ha condotto un paradosso che ha messo in evidenza quanto il diritto e il senso di umanità e giustizia possano essere non sempre affratellati. Dopo aver distrutto tutti i presupposti giuridici (a suo dire indifendibili in punta di diritto) per cui la decimazione sommaria sarebbe condannabile, ha concluso dicendo che quando la ragion di stato diventa l’unica padrona, scompare la ragione e rimane solo lo stato.

Non male come frase di questi tempi…

http://www.gianlucacostantini.com/officinamacello1-10.html

questo è il sito dell’editore

http://www.edizionidelvento.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=shop.controvento_flypage&product_id=34&category_id=6&manufacturer_id=0&option=com_virtuemart&Itemid=90&lang=

Era un editore interessante, peccato che per ragioni personali abbiano chiuso bottega.

Sulla vostra isola – John Berger

Sulla vostra isola

la notte scende più tardi?

Sto camminando un po’ avanti a voi

in modo che nessuna serpe morda

il vostro piede stretto nel sandalo?

I conti non sono mai in pareggio.

Ecco perchè le stelle sono silenziose

e non offrono spiegazioni.

Come misurare

la stagione

sul

calendario della vostra assenza?

Come misurare

il flusso

della mia aggrovigliata luce

nella montagna

di ciò che è stato

e che sarà?

I conti non sono mai in pareggio.

Eppure nella notte i tuoi occhi e i miei

sondandosi a vicenda

non mostrano traccia di vertigine

John Berger, E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto, Milano 2008

Berger mi è caro. Come un parente che guida il mio guardare. Il suo modo di raccontare che parte sempre da qualcosa di visivamente significativo, di tangibile, per poi passare alla teorizzazione, all’intangibile delle parole e delle interpretazioni… Berger è un marxista che ha saputo coniugare amore per l’estetica e militanza. Quasi un miracolo.

Ho chiesto a Peter Greenaway poco tempo fa, mentre stavamo mangiando cibo scadente in un baretto all’isola san giorgio a venezia, che cosa ne pensasse di Berger.

- Perché me lo chiedi?

- Non so, ho pensato che vi conosceste.

- Sì in effetti ci siamo incontrati qualche volta. E’ stato un critico importante per la mia generazione, soprattutto il suo testo “Modi di vedere” ha influenzato la mia generazione. Però non lo stimo, mi ha detto che le donne non sanno dire le barzellette. Si può dire una cosa più stupida?

Continuo ad amare Berger, a chiedere indicazioni ai suoi testi. Ho scoperto che probabilmente è misogino, come la maggior parte degli uomini che si amano molto.

johnberger

ed anche una intervista sul lavoro di nazzaro – barducci

Esce il nuovo numero di inguineMAH!gazine

Inguine continua indagare in un formato ancora più ricco gli ampi margini di crescita e innovazione del fumetto underground. Un territorio che si muove al confine tra l’attivismo visivo, l’arte contemporanea, l’illustrazione, il racconto illustrato.
In questo volume compaiono autori assolutamente imperdibili come Dash Shaw, classe ’83, o l’austriaca Ulli Lust che racconta in modo lieve e attento la trasformazione dell’ex DDR. L’indagine delle città continua, e occupa la sezione delle storie realizzate dagli autori italiani: raccontano di città invisibili, cancellate non solo dalla memoria, ma anche dalla geografia e dalle mappe di pensiero. Sono poi presenti nomi ormai di culto come Max Andersson, John Porcellino e molti altri disegnatori internazionali che fanno parte del folto gruppo della collettività che non cede alla banalità visiva, al chiacchiericcio televisivo, ma che continua a stordire gli occhi con storie ambigue e inquiete. La logica razionale non conduce il filo narrativo delle storie che provengono dai Balcani: si tratta di immaginario che si nutre piuttosto di nonsense e ironia punk, elementi che ritroviamo presenti nel lavoro del nordico Matti Hagelberg.
Un progetto speciale, curato da Giuseppe Palumbo e Daniele Brolli, è dedicato a Nessuno Tocchi Caino: le matite di alcuni tra i migliori autori di fumetto italiani trattano il tema della pena di morte portando avanti una denuncia alla barbarie umana senza facile retorica.
Antologia a cura di Gianluca Costantini 
Sto nel cuore del secolo.
Osip Mandel’stam
Come se io dovessi attraversare dei millenni,
perché un paio di attimi mi rincorrono con il bastone.
Thomas Bernhard

Che cosa cerchiamo nelle figure? Il flebile suono del riconoscimento, un ricongiungimento al disegno del nostro corpo, oppure lo specchio dell’altro e del suo corpo piegato sulla carta.
In questo primo indefinito decennio di un nuovo millennio e di un nuovo secolo sembra che la logica stessa del riconoscimento si sia dissolta. Ha lasciato spazio all’autoreferenzialità, al chiacchiericcio indistinto, alla distrazione e al divertimento, che essenzialmente hanno lo stesso significato.
Ci si intrattiene, non si dialoga. Si fanno riunioni, non si ascolta. Lo spazio antropologico della ricerca dell’umano si è ridotto in termini ormai preoccupanti, oppure è diventato anch’esso spazio “divertente” come la taranta in Puglia, epurato del contenuto, spesso di significato, di cultura delle classi subalterne.
L’antropologia ci manca: Levi Strauss ha compiuto un secolo di vita e un amico mi dice: «Chi? Quello dei jeans?». In effetti l’antropologo non ha un marchio depositato. Ma ha raggiunto un secolo di vita, osservando figure, tradizioni, riti, miti… un lungo sguardo fanciullesco che per alcuni versi può considerarsi “sorpassato”, ma che continua a interrogarci sul nostro guardare, vicino e lontano dall’ombelico.
Con questo numero corposo stringiamo gli occhi per acuire lo sguardo, per stare dentro il cuore del secolo e ascoltare il suo battito. Guardando le figure, come alfabeto che viene prima, in attesa di nuovi antropologi che interpretino i segni di una comunità che si riconosce attraverso il disegno.
Elettra Stamboulis

Persepolis 2.0 ovvero come l’autobiografia può diventare di tutti

La protagonista di Persepolis, il romanzo autobiografico a fumetti di Marjane Satrapi, è diventata un personaggio replicabile. Mi spiego. Sebbene Marjane sia la stessa autrice che racconta la propria storia con l’obiettivo, come da lei più volte ribadito, di mostrare come essere iraniane e donne non è né una sfiga di per sé né costituisce sinonimo di persona pericolosa, tuttavia essa è ora utilizzata in rete (cfr http://www.spreadpersepolis.com/) per raccontare la storia delle controverse elezioni iraniane utilizzando “il punto di vista di Marjane”, estranea all’operazione.

Certo conoscevamo nel mondo del fumetto molti replicanti e versioni tarocco soprattutto legati al mondo Walt Disney, ad esempio i mickey mouse yugoslavi, eppure non mi risulta ci siano altri esempi di personaggi autoriali, nati da forme di autobiografismo e soprattutto dal mondo underground, che siano stati utilizzati da altri. Si tratta di un effetto dell’arte nel era della sua riproducibilità particolare e intrigante. Che testimonia ancora una volta la potenza comunicativa del romanzo di Satrapi (di cui consiglio la lettura anche di “Pollo alle prugne”). Forse si sentirà un po’ la vittima di una clonazione, ma mi sembra un progetto che vale la

la copertina di persepolis 2.0

la copertina di persepolis 2.0

pena di seguire.


 

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