Archivio per Settembre 2009

Di ritorno da San Pietroburgo – cronache da Boomfest

Una delle mostre più interessanti, forse la più mostra di tutte visto che le altre avevano stampe e questa invece originali, è stata quella ospitata nella casa della Fontana – Museo di Anna Achmatova. Il luogo di per sè è magico e denso. L’ala in cui è ospitato il breve percorso dedicato ad Anna fa parte della ex tenuta dei Serementev, uno dei clan più importanti e potenti della Russia zarista. Uno dei personaggi più importanti di questa lunga dinastia familiare (l’aeroporto di Mosca è costruito su terreni che erano di loro proprietà) fu l’artefice di uno scandalo sociale, in quanto sposò per amore una serva attrice, Praskov’ja, con conseguente isolamento dal resto della società nobiliare dell’epoca. Fu anche la casa in cui la poetessa russa riuscì a vivere per circa trent’anni e che costituì il luogo del suo destino. Qui ha scritto “Poema senza eroe”, l’opera che più ha rappresentato il destino della sua generazione. Lo spirito di Anna e il suo sguardo da sfinge aleggia sul giardino e sugli oggetti feticcio del museo.

La scelta o l’opportunità di fare la mostra della giovane disegnatrice russa, ma di formazione e residenza francese, Polina Petrouchina, si è rivelata particolarmente felice. In fondo lei appare come una seguace, consapevole o meno, di quella parte di intellettualità russa fortemente impregnata di cultura europea e in particolare francese (si vede che vive in Francia…), ma allo stesso tempo alla ricerca delle proprie radici di russità o di “suolo patrio”, per dirla alla Dostojevsky. Bel segno, incantevoli gli abiti e i tessuti che riprendono le forme e i disegni da lei creati sulla carta.

www.boomfest.ru

il blog di polina

http://boublik.blogspot.com/

il sito in inglese del museo dedicato ad Achmatova

http://www.akhmatova.spb.ru/en/index.php

Marina Cvetaeva da “Io ti racconterò”

Mormorio di secoli

Scalpitio di zoccoli.

La strategia delle parole

Se in questo cammino lunatico

Un uomo si accorgesse

in un mattino di maggio

nel campo svagato di girasoli

o nella latrina di un hotel

o nel dormiveglia

dove sognano pesci

in pantaloni alla zuava

o nelle arene affollate

di sudore calcistico

o nelle vecchie osterie

delle ostriche lessate

o nei corridoi d’attesa

delle partorienti con il sigaro

o nel passo innevato

dei romantici in decadenza

Se un uomo si accorgesse

dell’accumulo di ossa e piombo

sceglierebbe la strategia delle parole.


 

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