Rina Gagliardi ci ha lasciate. Più sole
Lascia un commentogiugno 28, 2010 di elettrastamboulis
Rina era insieme con Luciana Castellina, Rossana Rossanda, Valentino Parlato, Luigi Pintor e Lucio Magri, una delle fondatrici di quell’eretica esperienza che è stata ed è ancora “Il Manifesto”.
Aveva anche deciso da alcuni anni di dedicare il suo tempo di vita alla politica attiva: senatrice per la breve legislatura in cui per l’ultima volta nel ’900 c’era ancora seduta la sinistra in Parlamento, era passata nell’ultima fase travagliata di morsi e graffi che ci ha afflitto in Sinistra Ecologia e Libertà.
La sua identità di donna amante della vita che ce la testimonia questa breve presentazione del suo blog, dove elenca le donne che ha scelto di mettere come punti di riferimento della propria azione politica: “Rosa Luxemburg, la rivoluzionaria polacca assassinata dalla Spd nel gennaio 1919, che tante intuizioni profetiche ha offerto al movimento della sua e della nostra epoca; Hannah Arendt, la grande filosofa tedesca, poi esule negli Usa, che tanto ha contribuito alla fondazione di una “scienza della politica”; Simone Weill, la straordinaria pensatrice che ha attraversato molti mondi, sperimentando la condizione operaia, la ricerca filosofica e l’utopia; Simone de Beauvoir, scritrice squisita e “madre storica” del femminismno, col suo insuperato “Secondo sesso”; e Maria Callas, la voce più grande del secolo, insuperabile Norma, Lucia, Violetta, Medea, Tosca. Quest’ultima, certo, non sembra molto avere a che fare con le altre – ma per me queste cinque donne sono unite da un unico filo rosso che corre nella mia testa, nel mio vissuto, nel mio far politica.”
Quindi oltre al pensiero, alla coerenza, alla precisa volontà di non cedere alla semplificazione del consenso, ma di tenere alla ricca riserva mineraria della complessità, anche la bellezza. In questo forse sta il suo lascito, non rinunciare alla bellezza, non cedere alla logica del consenso senza pensiero.

