Archivio per la categoria 'Grecia dicembre 2008'

Cosa succede in Grecia: la polizia si guarda intorno…

«I gruppi antagonisti negli ultimi mesi avevano un’attività molto limitata. Dopo l’uccisione di Alexis Grigoropoulos ci sono validi motivi di timore di  maggiore presenza e di un aumento dei loro attacchi. E ovviamente la colpa è la nostra. Questa è la valutazione degli ufficiali della Polizia Greca che in questi giorni analizzano gli elementi e i dati in loro possesso a seguito delle rivolte nel Paese. In una relazione riservata consegnata al’inizio dell’anno si faceva menzione di 64 mobilitazione dell’area antagonista nell’anno 2007 a fronte delle 290 del 2006. Nel 2008 i dati erano ancora inferiori. Fino allo scorso sabato. Da quel momento, come osserva lo stesso ufficiale greco, «la Polizia greca si è data la zappa sui piedi da sola, aprendo non la strada, ma un bel viale per lo sviluppo delle attività dei passamontagna ».

Anche il profilo sociale degli appartenenti al popolo dei passamontagne a volte costituisce un problema per la polizia, che ovviamente conosce per nome e cognome quasi tutti (almeno così dichiara…). Si dichiara nella medesima relazione che ai gruppi antagonisti partecipano «figli di famiglie facoltose, figli di giudici, ufficiali dello stato, politici e di altri personaggi pubblici ». I tentativi di individuare la provenienza dei siti Inteernet non ha portato a molto, visto che «la maggior parte degli inviti a partecipare a manifestazioni non programmate avviene via sms ».

Il controllo della zona di Exarchia mediante i poliziotti “in borghese” è anch’esso sostanzialmente fallito, visto che i 50 uomini dedicati sono ormai ampiamente riconosciuti dal giro. È stato chiesto da tempo il loro rinnovo, ma senza risultati… (Traduzione e adattamento da To Vima, 14 dicembre 2008)

Cosa succede in Grecia. Dekemvrianà 2008

Dare il titolo “Dekemvrianà 2008″ (fatti di dicembre) riporta alla memoria il famoso dicembre i cui episodi hanno preso nella storiografia ellenica il nome di Dekemvrianà. 

Dicembre 1944, l’Europa brucia. Gli Alleati si trovano sul fil di lama, ma ormai alla fine dell’anno il quadro risulta sempre più chiaro. Come dichiarò uno dei leader della sinistra comunista combattente dell’epoca e successivamente segretario del KKE dell’Interno, Leonidas Kirkos “Dicembre fu la grande trappola nella quale ci impigliammo con entusiasmo e per molti anni fu menzionato come il Grande Dicembre. Fu la prima grande sconfitta dell’EAM, dell’ELAS, della sinistra in generale… Che cosa volevamo esattamente? buttare gli inglesi in mare? Era sicuramente una speranza, e poi? Ci buttammo nel conflitto con gli inglesi senza pensare alle condizioni nelle quali il conflitto si svolgeva…” (in S. Kouloglou, Martiries ghia ton enfilio ke tin elliniki aristera (Testimonianze sulla Guerra Civile e la sinistra greca), Atene 2005). Era il 3 dicembre 1944 quando cominciarono le barricate, dopo che si aprì il fuoco sui dimostranti comunisti, ed è per molti la data di avvio della devastante Guerra Civile greca. (continua)

Tutti si chiedono cosa succede in Grecia: Dekemvrianà 2008

La Grecia è vero, è un piccolo Paese. Dieci milioni di abitanti, concentrati prevalentemente ad Atene e Salonicco. Un luogo edulcorato dal bianco delle Cicladi e dalla finzione culinaria del moussakà. Qualcuno forse ricorderà quel piccolo neo della dittatura dei colonnelli, ma non esiste nella mappa delle analisi e dei riferimenti politici, storici e sociali dell’Europa e dell’Italia in particolare. Provate a guardare un manuale di storia contemporanea e capirete di cosa sto parlando. Semplicemente il silenzio. Così, alcune peculiarità sono cancellate da una pretesa globalizzazione rivoltosa (vedi chi scrive che “faremo come la Grecia”) oppure da un voyerismo giornalistico che si sofferma unicamente sul numero di auto bruciate e non su quali premesse e cosa sta accadendo in questo cuscinetto dell’Europa unita. Non dobbiamo dimenticarci che di questo si tratta: uno Stato che formalmente non ha accordi sul riconoscimento dei confini con nessuno degli Stati confinanti: peraltro nessuno degli stati confinanti fa parte dell’Europa politica. Isolato sul fondo dei Balcani vive una doppia identità contraddittoria  e schizofrenica. Da un lato è un Paese fortemente globalizzato nei consumi e nella proiezione dell’immaginario: si beve solo Nescafè, si guidano BMW, si consumano tonnellate di merci firmate, le donne sono diventate tutte bionde… Dall’altro un lato del cuore pulsa ancora a ritmi diversi: si festeggia con musica greca, si rivendita un’identità balcanica (nell’ultima guerra dell’Ex Yugoslavia la Grecia ebbe una posizione diversa dagli altri paesi Nato), ricorre spesso questo luogo proiettivo della Megale Hellas (Grande Grecia), quando si stava ancora seduti sulle sponde dell’Asia Minore a sorseggiare caffè scuro e cantare rembetika. Molti cosiddetti “anarchici” hanno anche questa doppia identità musical/culturale: vestono guerrilla market, ma ascoltano indifferentemente musica globale e rembetika. 

Sicuramente il luogo più pericoloso della Grecia è però la televisione… 

(continua …) 

 

Polizia schierata a Piazza Syntagma

Polizia schierata a Piazza Syntagma


 

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