La protagonista di Persepolis, il romanzo autobiografico a fumetti di Marjane Satrapi, è diventata un personaggio replicabile. Mi spiego. Sebbene Marjane sia la stessa autrice che racconta la propria storia con l’obiettivo, come da lei più volte ribadito, di mostrare come essere iraniane e donne non è né una sfiga di per sé né costituisce sinonimo di persona pericolosa, tuttavia essa è ora utilizzata in rete (cfr http://www.spreadpersepolis.com/) per raccontare la storia delle controverse elezioni iraniane utilizzando “il punto di vista di Marjane”, estranea all’operazione.
Certo conoscevamo nel mondo del fumetto molti replicanti e versioni tarocco soprattutto legati al mondo Walt Disney, ad esempio i mickey mouse yugoslavi, eppure non mi risulta ci siano altri esempi di personaggi autoriali, nati da forme di autobiografismo e soprattutto dal mondo underground, che siano stati utilizzati da altri. Si tratta di un effetto dell’arte nel era della sua riproducibilità particolare e intrigante. Che testimonia ancora una volta la potenza comunicativa del romanzo di Satrapi (di cui consiglio la lettura anche di “Pollo alle prugne”). Forse si sentirà un po’ la vittima di una clonazione, ma mi sembra un progetto che vale la
pena di seguire.


