Come può diventare l’antico moderno senza scadere nella propaganda nazionalistica e nostalgica dello Stato. La tradizione mitologica del magico – oracolare si fonde in modo affascinante e credibile nel romanzo meta moderno a più voci di questa autrice greca. Il punto di vista è tipo Yehoshoua in “Un divorzio tardivo”. Le donne e l’albero raccontano con il proprio timbro lo svolgersi dei fatti, ed anche il proprio passato. La disfatta dell’Asia minore, la guerra civile, la giunta militare, sono raccontate dai “flamboura”, ovvero dagli stendardi degli avi che assistono ad una veglia funebre difficile e lunga. L’albero oracolare apre e chiude il racconto. C’è ancora spazio in tanto dolore, per il soprannaturale, anche gli dei non hanno abbandonato gli uomini.

Il libro è uscito nel 1998, 20 anni fa. è stato anche adattato per il teatro. Chissà quando si troveranno editori anche per i libri di qualità non scritti in inglese. 

Evghenia Fakinou è nata nel 1945 ad Alessandria d’Egitto. Cresciuta ad Atene, ha fondato nel 1976 il teatro di figura “Tenekedoupoli”, creato da materiali di recupero e riciclaggio, un’esperienza assai all’avanguardia per l’epoca e per il clima post dittatura. Ha scritto e illustrato moltissimi libri per l’infanzia. Negli anni ‘80 pubblica con grande successo i primi romanzi. Sue opere sono tradotte in inglese, francese, tedesco, russo, ungherese, serbo, danese, olandese, spagnolo. Un suo romanzo è tradotto in italiano da Crocetti. Il “Settimo abito” è stato tradotto in inglese, francese, olandese, tedesco. E’ tra i libri consigliati come lettura nel corso di lingua e cultura neogreca ad Oxford

Bene, mi devo ricredere perchè il libro è stato tradotto ed editato da Crocetti, il titolo è un po’ diverso, cioé “Il settimo vestito” , ma il romanzo è questo

http://www.crocettieditore.com/aristea_vol_66-70.htm

spero solo che la traduzione sia all’altezza del testo, perchè devo dire che in questa collana di Crocetti le traduzioni spesso lasciano a desiderare, per questo motivo ho anche smesso di comprarle per regalarle agli amici, perchè non si sa mai cosa può capitare. Ricordo ancora la versione italiana del libro di Matesis “Madre di cane” dove sono tradotti persino i toponimi… Mentre ad esempio vale la pena di leggere la lieve e rispettosa traduzione de “La fidanzata di Achille” di Alki Zei nella medesima collana. Un testo importante per tante ragioni, ma sopratutto perchè hai riaperto l’otre della memoria storica con dignità letteraria in Grecia. 

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