Tutti si chiedono cosa succede in Grecia: Dekemvrianà 2008

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dicembre 11, 2008 di elettrastamboulis


La Grecia è vero, è un piccolo Paese. Dieci milioni di abitanti, concentrati prevalentemente ad Atene e Salonicco. Un luogo edulcorato dal bianco delle Cicladi e dalla finzione culinaria del moussakà. Qualcuno forse ricorderà quel piccolo neo della dittatura dei colonnelli, ma non esiste nella mappa delle analisi e dei riferimenti politici, storici e sociali dell’Europa e dell’Italia in particolare. Provate a guardare un manuale di storia contemporanea e capirete di cosa sto parlando. Semplicemente il silenzio. Così, alcune peculiarità sono cancellate da una pretesa globalizzazione rivoltosa (vedi chi scrive che “faremo come la Grecia”) oppure da un voyerismo giornalistico che si sofferma unicamente sul numero di auto bruciate e non su quali premesse e cosa sta accadendo in questo cuscinetto dell’Europa unita. Non dobbiamo dimenticarci che di questo si tratta: uno Stato che formalmente non ha accordi sul riconoscimento dei confini con nessuno degli Stati confinanti: peraltro nessuno degli stati confinanti fa parte dell’Europa politica. Isolato sul fondo dei Balcani vive una doppia identità contraddittoria  e schizofrenica. Da un lato è un Paese fortemente globalizzato nei consumi e nella proiezione dell’immaginario: si beve solo Nescafè, si guidano BMW, si consumano tonnellate di merci firmate, le donne sono diventate tutte bionde… Dall’altro un lato del cuore pulsa ancora a ritmi diversi: si festeggia con musica greca, si rivendita un’identità balcanica (nell’ultima guerra dell’Ex Yugoslavia la Grecia ebbe una posizione diversa dagli altri paesi Nato), ricorre spesso questo luogo proiettivo della Megale Hellas (Grande Grecia), quando si stava ancora seduti sulle sponde dell’Asia Minore a sorseggiare caffè scuro e cantare rembetika. Molti cosiddetti “anarchici” hanno anche questa doppia identità musical/culturale: vestono guerrilla market, ma ascoltano indifferentemente musica globale e rembetika. 

Sicuramente il luogo più pericoloso della Grecia è però la televisione… 

(continua …) 

 

Polizia schierata a Piazza Syntagma

Polizia schierata a Piazza Syntagma

5 thoughts on “Tutti si chiedono cosa succede in Grecia: Dekemvrianà 2008

  1. Gianluca scrive:

    Diciamo che nessuno vuole vivere con 500 euro al mese e questo di prefigura per i giovani greci.
    Il problema è che sarà così anche nel resto d’Europa.
    Forse loro sono solo l’inizio…

  2. Non credo sia così semplice. Non è solo la questione del “vivere con 500 euro”. E’ piuttosto il vuoto pneumatico in cui respirano i giovani greci.

  3. cataldo talarico scrive:

    dieci anni fa ho visto panama,nel giro di pochi km due assurde realtà la ricchezza sfrenata e miseria assoluta.dieci giorni fa ho visto grecia dove si respira an’aria simile. mi guardo intorno e qui da noi sento lo stesso …profumo, speriamo mi sbaglio ma a me sembra puzzo di bruciato!!!speriamo mi sbaglio!!!

  4. stamboulis scrive:

    Non saprei. Ci sono molti luoghi in cui convivono ricchezza e miseria. E comunque non bastano per spiegare la rabbia di questi giorni. La forbice sociale si è ampliata in questi anni in Grecia, ma è anche vero che questo piccolo paese vive, dal mero punto economico, un benessere che non vedeva dai tempi di Pericle. Ovviamente con tutte le contraddizioni del caso…

  5. herb scrive:

    In spagna, dove vivo, si respira la stessa puzza a bruciato.
    La frustrazione sta crescendo,e’ il momento di cominciare a muoversi

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