Asine Peloponneso. 18 giugno 2007

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febbraio 8, 2009 di elettrastamboulis


 

con Telemaco sulla riva di Asine

con Telemaco sulla riva di Asine

Questo luogo è stato a lungo solo il verso di una poesia di Seferis. Il principe o re di Asine non aveva volto, né orizzonte, era solo rumore. Ora dalla parte opposta del golfo che ha ospitato la piccola fortificazione micenea, sorgono edifici che ricordano la tristezza estetica di Lido Adriano a Ravenna. Hanno combattuto una guerra del cemento per conquistarsi lo sciabordio del mare e distruggere la poesia. Con le luci della sera questi edifici che portano i segni della malinconia urbanistica e della sconfitta politica degli anni ’70, si colorano di rosa. La fotografa che ci stampa le foto quando torneremo a Ravenna dirà che abbiamo usato un filtro…invece questa luce esiste davvero. Ασίνην τε… solo un verso di Omero, Iliade. 

 

 

Il re di Asine

Abbiamo guardato per tutta la mattina il forte intorno

Cominciando dalla parte dell’ombra là dove il mare

Verde e senza riverbero, il petto di pavone ucciso,

Ci ha accolto il tempo senza nessun abisso.

Le vene della roccia scendevano dall’alto,

Vitigni contorti nudi ramificati vivificandosi

Al tocco dell’acqua, mentre l’occhio seguendole

Lottava per fuggire lo stancante dondolio

Perdendo forze piano piano..

 

Dalla parte del sole una riva aperta lunga

E la luce che gratta come un diamante le grandi mura.

Nessun essere vivo le colombe selvagge fuggitive

E il re di Asine che lo cerchiamo da due anni ormai

Sconosciuto dimenticato da tutti anche da Omero

Solo una parola nell’Iliade e anche quella incerta

Gettata qui come la maschera sepolcrale d’oro.

La toccasti, Ricordi il suo suono? Sordo nella luce

Come l’orcio secco nella terra scavata ~

E il medesimo suono nel mare con i nostri remi.

Ghiorgos Seferis 

One thought on “Asine Peloponneso. 18 giugno 2007

  1. alessandro Cocuzza scrive:

    A un’amica dopo aver pubblicato qualcosa su Seferis nel mio profilo di Fb:

    Stamattina, dopo aver inserito nelle mie note Odisseas Elitis, stavo pubblicando alcune poesie di Seferis (tra cui “Il re d’Asine”), poeta che amo tantissimo, quando ho lasciato la cosa in sospeso per delle faccende… Ed ora tu me lo segnali… Perciò…, o sei maga veramente o non so cosa pensare…
    Di Seferis adoro non solo le sue poesie ma anche i suoi saggi, pieni come le prime di echi eliotiani. C’è un bellissimo romanzetto di Henry Miller, “Il colosso di Maroussi” in cui racconta anche il suo incontro con Georghios Seferiadis, appunto Seferis (suo nome d’arte).
    Quando ho passato qualche anno fa una decina di giorni di vacanza nella Grecia continentale, il mio primo albergo era a Tolo: a 300 m. c’erano degli scavi archeologici: ci vado subito e cosa ti trovo? che emozione! le rovine di Asine a cui si era ispirato Seferis per la sua stupenda poesia. Conosciamo il suo re per una citazione di sfuggita nell’Iliade, là dove si riporta l’elenco delle navi che andarono a Troia insieme a Menelao ed Agamennone.
    Grazie

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