Blankets – Craig Thompson

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giugno 1, 2009 di elettrastamboulis


 

La copertina americana

La copertina americana

Il tema del ricordo e della difficoltà della memoria ritorna più volte

Il tema del ricordo e della difficoltà della memoria ritorna più volte

Thompson è un Truffaut del fumetto. Il suo libro è costruito sul silenzio che precede ogni cambiamento, ha un ritmo lieve che si basa sulle pause delle vignette mute. In musica si chiamerebbe contrappunto, è uno spartito che si regge sui timbri dell’infanzia e dell’adolescenza. C’è una corda malinconica che pervade tutto il racconto, una marcatura di base dovuta a quel senso di irrimediabile perdita che assume quel periodo della vita visto dall’adultità.

 

L’autore è molto presente nel racconto, così presente che a pag. 135 tratteggia addirittura il suo punto morto nel recuperare il ricordo. Si ritrae fermo a disegnare e intento a recuperare quel filo che non tiene. 

Come dicevo la musicalità pervade il testo: una presenza ingombrante, verso la quale l’autore si ribella. A pag. 138 si chiede se può glorificare dio con il disegno e non con il canto – perché se si deve fare ciò che maggiormente piace, lui in Paradiso vuole solo disegnare. La maestra/catechista a cui viene posta la domanda risponde con disappunto: “Ma, Craig, lui ha già disegnato queste cose per noi”. Dunque, il disegno è un’arma, come anche per l’Islam, impropria nelle mani dell’uomo che si vuole sostituire al creatore. Mentre la musica nel suo essere rarefatta può essere utilizzata nella glorificazione del divino … Un impasse non da poco a livello teologico. 

Blankets potrebbe essere tutto letto attraverso questa lente di ingrandimento. L’apparente ovvietà del passaggio da infanzia ad adolescenza attraverso la scoperta dei sentimenti non spiega da solo l’imprevedibile successo di questo libro, in particolare nei puritani Stati Uniti. Blankets mette a nudo alcuni dei nodi più irrisolti del pensiero moralista americano, che ahimé pervade molti degli strati sociali più popolari di quello sterminato Paese. Di fatto, pervade anche il pensiero liberal, che quando sceglie di esserlo, è caratterizzato da una grande austerità e dal bisogno di impartire regole e teoremi. Una modalità presa a prestito dal moralismo… 

Thompson non è molto simpatico, credo che non sia neanche consapevole appieno del valore del proprio lavoro. O almeno non lo dimostra negli incontri pubblici a cui ho assistito, in cui la banalità delle sue parole non rende conto della complessità e dell’interesse della sua opera. Per fortuna i libri non sono degli autori, ma quando sono creati hanno una vita autonoma. 

http://thedailycrosshatch.com/2007/05/28/interview-craig-thompson-pt-2-of-2/

 

Devo ringraziare Igor Prassel, che mi regalò l’edizione americana appena uscita nel 2003: come sempre, Igor aveva un grande fiuto e una grande passione.

In Italia il libro è edito da Coconino.

E questo è il blog di Thompson http://blog.dootdootgarden.com/

 

 

One thought on “Blankets – Craig Thompson

  1. easy-prestito scrive:

    grazie per la recensione Thompson e’ una bella “matita”

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