biografie sospese tra est e Ovest – una recensione di Serena Simoni

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luglio 16, 2009 di elettrastamboulis


 Il nome di Osman Hamdi Bey dice poco alla totalità degli occidentali così come – probabilmente – è quasi sconosciuto anche a molte persone in Turchia, il paese che gli ha dato i natali sulla metà dell’Ottocento. Eppure Osman è una figura cardine nella storia visiva della Turchia: pittore e intellettuale ma anche archeologo di fama, fu conosciuto in Europa e accolto nella comunità scientifica per i suoi importanti scavi e per la creazione del Museo archeologico di Istanbul. La sua affascinante biografia, divisa fra un amore appassionato per la propria terra e per l’Occidente, è stata la traccia da ricostruire e su cui si sono incamminati Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini, sceneggiatrice e disegnatore del romanzo grafico L’ammaestratore di IstanbuI. Tutto per tavole a fumetti, la storia è allo stesso tempo ricostruzione della vita del protagonista e di un contesto storico, diario di viaggio degli autori e riflessione sul rapporto a chiaro scuro fra Est e Ovest. Con frequenti passaggi fra passato e presente, si ricostruisce la Istanbul di oggi – quasi indifferente nella sua sospensione di Giano bifronte – e quella di ieri, tesa a rincorrere la distanza che la separa dall’Europa, con un intreccio che riporta poi di nuovo alla piena attualità, cadenzata dalle notizie della guerra di Libano o delle risoluzioni Onu contro le ostilità fra Israele ed hezbollah. L’andamento si dipana fra la formazione di Osman a Parigi – meta di tutti gli intellettuali turchi dell’epoca – e le sostanziali incomprensioni collettive del rapporto attuale fra Occidente e Oriente, un tema che corre parallelo a quello biografico: l’indagine degli stereotipi è utile, soprattutto alla luce di chi, come Osman ma anche gli stessi autori del testo – pur avendo casa da una parte – attraversa i confini, cercando di comprendere l’altro da sé. Le belle tavole del testo, costruite su pochi segni e un andamento calligrafico che si adatta a tradurre lo skyline di Istanbul è della cultura ottomana sono puntate sui dettagli, focalizzando visi e scene contemporanee e i quadri di Osman, i bassorilievi antichi e la vita quotidiana. Ogni immagine e il testo stesso si interrogano sulla distanza, su quanto lo sguardo – anche quello pieno di passione ò riuscire a vedere di ciò che non ci appartiene nè forse mai ci apparterrà completamente. gestione continua del romanzo riguarda il destino di Osman e di quanti – come lui – mescolano con passione due culture diverse, applicando quel principio Sufi che considera l’amore per la verità uno dei principali compiti della vita. Una verità che non è tutta né a est, né a ovest. (Serena Simoni – Ravenna e dintorni 4 giugno 2009)

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