Gli Anonymous e Alan Moore. Come una maschera diventò un simbolo.

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febbraio 11, 2012 di elettrastamboulis


Oggi in più di 100 città europee sono previste manifestazioni contro l’accordo commerciale ACTA, che di fatto ha visto gli stati trattare privatamente sul tema della proprietà intellettuale: si vuole combattere la pirateria, si dice. Di fatto, sostengono gli oppositori che oggi scendono in piazza, si vuole aumentare il controllo sulla rete e limitare la libertà di movimento delle idee sul web.

Alan Moore, sulla BBC, ha espresso la propria posizione e la propria riflessione sulle motivazioni dell’utilizzo della maschera dell’eroe di V da parte degli hacktivisti Anonymous

«All’inizio degli anni ’80, le idee che costituiscono il cardine di “V for Vendetta” nacquero a seguito dell’estate calda contro la Thatcher, in combinazione all’ascesa preoccupante dell’ultra destra espressa dal Fronte Nazionale. Fu il disegnatore David Lloyd a proporre l’utilizzo della maschera di Guy Fawkes come emblema dell’eroe che combatteva contro uno stato fascista”

Il rivoluzionario cattolico Guy Fawkes fu uno degli organizzatori della congiura delle polveri tesa a far saltare in aria i parlamentari nella Camera dei Lord nel 1605 e assassinare il re Giacomo I

Quella maschera era diventata quasi introvabile all’epoca, ma poi, all’inizio del 21 secolo, quando l’industria cinematografica utilizzò V for Vendetta come strumento per dissezionare l’ascesa dei neoconservatori negli USA dopo l’11 settembre 2001, la mascera divenne nuovamente diffusa ovunque.«Poco dopo, la maschera comparve sui volti degli Anonymous. E in manifestazioni antiglobalizzazione e anticapitaliste».

«Sembra che i vari terremoti tettonici nella struttura dei sistemi politici ed economici hanno infuocato movimenti di energia mobilizzatrice che trapassano la popolazione umana del globo. E sembra anche che il sorriso ironico dell’eroe consente un’identità pronta ai manifestanti, un’identità che comprende echi di anarchia, romanticismo e teatralità, che evidentemente calzano a pennello all’attivismo odierno, dagli indignados di Madrid al movimento Occupy Wall Street». 

Moore infine denuncia “l’etica contemporanea dell’economia, che non assomiglia per niente al capitalismo convenzionale”. Al contrario prevale una situazione nella quale “le banche sembrano una monarchia defilata, lontana dal fuoco nemico”.

E conclude: «La risposta odierna all’oppressione sembra intelligente, flessibile e significativamente più umana. D’altro canto l’emblema rivoluzionario in prestito del nostro eroe costituisce forse il memento che le  istituzioni ingiuste saranno sempre prese d’assalto da agitati fantasmi del XVII secolo, anche se le rivolte odierne sono alimentate dai social network e non dalle polveri da sparo. Alcuni fantasmi non se ne vanno mai».

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