Cronaca dalla scuola – “È arrivata la polizia a cavallo…”

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dicembre 15, 2013 di elettrastamboulis


Le cariche all’università La sapienza

 

Nel confuso rumore del consumismo natalizio, mentre in centro e nei centri commerciali il sabato pomeriggio incarta pacchetti, i carabinieri, chiamati dalla preside, sono entrati nella mia scuola e hanno sgomberato i ragazzi. Avevano compiuto qualche gesto riprovevole? Non risulta. Avevano rotto, offeso, vandalizzato? Neanche. Erano purtroppo pochi, che la maggior parte era a casa a farsi la doccia e cambiarsi per tornare alle sei. Cosa avevano fatto di tanto grave? Volevano continuare questa strana occupazione, che ci permette di fare lezione con chi c’è in classe, che non interrompe il servizio, che pulisce e preserva la spazio, che chiede il permesso, che è stata votata in assemblea, che li vede protagonisti delle proprie lezioni, ecco volevano continuare questa occupazione anche fino alla notte di Natale per dimostrare che sono seri. Che non smettono perché hanno le ferie. Volevano invitare il sindaco e fare una cena natalizia diversa. E l’hanno detto alla dirigenti, certi che avrebbero trovato se non comprensione, ascolto. Infatti li ha ascoltati. E questa è stata la risposta. Mi dispiace ragazzi, benvenuti nella democrazia del nuovo millennio. Spero che qualcuno dica qualcosa su questo episodio.

3 thoughts on “Cronaca dalla scuola – “È arrivata la polizia a cavallo…”

  1. Alessandro scrive:

    La democrazia è libertà di espressione e di pensiero , che questo tipo di occupazione non rispetta , dato che mette alla gogna gli studenti che vogliono fare lezione e che non vogliono occupare.Questi studenti vengono discriminati , e poi vogliamo parlare di democrazia??? Questa si chiama imposizione , obbligo , ( stesso sistema del nazismo ) sei obbligato ad occupare pena la discriminazione sociale.
    Basta con le bugie. Studenti di tutta Italia rispettate chi non la pensa come voi e non fatevi Usare , forse finalmente parleremo di democrazia.
    Alessandro

  2. Anonimo scrive:

    Gentile Alessandro non so chi tu sia né se tu sia veramente uno studente e soprattutto di quale scuola. Nella scuola in cui io insegno i ragazzi che hanno voluto hanno fatto lezione: alcuni anzi erano dispiaciuti di non poter partecipare perché deboli scolasticamente, altri non sono interessati o giustamente la pensano diversamente. Non capisco quale sia la discriminazione di cui tu parli: la discriminazione sociale è ben altro, e bisognerebbe imparare ad usare l’italiano con cognizione di causa. E sinceramente studia il nazismo, che è ben altra cosa. Puoi avere idee diverse dalle loro, ma questo non significa usare l’italiano e la storia a vanvera. Forse ti sei sentito escluso, se veramente sei uno studente, ma questo non può essere definita “discriminazione sociale”, controlla sul dizionario, né tanto meno può essere tirato in ballo il nazismo, che è un fenomeno politico e storico ben preciso, e che non c’entra assolutamente nulla con quello di cui parli😉

  3. AA scrive:

    Mi permetto solo di dire che insegnanti, di ruolo o precari che siano, studenti e, perché no, anche genitori, dovremmo tutti, in modo unitario , cercare di far sentire le nostre voci. La lotta di pochi singoli non porterà a nulla ma credo sia giusto che, democraticamente ognuno debba sentirsi libero di esprimere la propria opinione. Certo è che all’insegnante risulta economicamente piu conveniente lasciare che siano gli studenti a protestare, Alla maggioranza degli studenti risulta piu conveniente fingere di aderire ad una protesta di cui non conoscono nemmeno il significato e aila maggioranza dei genitori risulta più facile dire : ‘se vai a scuola entri a far lezione oppure te ne stai a casa.’ Insomma in sostanza viviamo u n tempo in cui opportunismo e interesse del singolo sovrasta ogni ingiustizia. Non è certo un gran insegnamento. Come non è stato un gran gesto quello di chiamare le forze dell’ordine in una fase in cui , nell’ambito di una protesta pacifica e concordata, erano rimasti a presidiare pochi studenti in attesa del ritorno degli altri che si erano allontanati per andare a farsi una doccia. Complimenti per il gesto! Per quanto riguarda poi gli studenti che invece vogliono far lezione, nessuno ha negato loro la possibilità di farlo e se qualcuno non capisce che democrazia significa lasciare a tutti libertà di scelta il problema non è di chi magari viene additato ma di chi addita.

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