Senzasonno

Lascia un commento

febbraio 28, 2014 di elettrastamboulis


Senzasonno

 

Senzasonno cammina e naviga nel suo silenzio. Si accoccola nella sua solitudine e gattona con la sua tristezza a quattro zampe. Senzasonno è giovane, non dovrebbe fare così. Sa che se si guarda allo specchio non vede nulla di sbagliato. È giovane, piacente, intelligente, assume il giusto sguardo di sbieco che può perforare le porte di cuori. Senzasonno sa anche che, se si volta di scatto, il mondo potrebbe svanire nella nebbia. Per questo cerca di non farlo spesso, neanche nell’insonnia. Evita di guardarsi alle spalle. Lascia che la tristezza lo assalga di soppiatto, accetta le imboscate dell’agonia. Veleggia con il suo ansimare sincopato. Quando questo succede non alza la testa e non contraddice il mondo. La logica non serve da zavorra per resistere alla malia incantatrice della malinconia. Saturno assapora questi minuti, quindi si concede a questo amplesso e soffre di insonnia per blandirlo.

Lui che ha la dormita facile e predica la religione della siesta, si ritrova brancolante per i lunghi corridoi del dormiveglia. Dagli androni bui in quelle notti escono ricordi e rimorsi, evanescenze di un passato che in realtà non è stato, ma solo sibila e si arruffa per fargli paura. Riuscendoci benissimo.

Molti invitati arrivano a queste feste di veglia. Gli si presenta in queste notti il primo amore, e gli chiede il conto di essere stato il primo. Il primo, primo, numero uno della filastrocca. Poi cosa è successo? Ma il filo non tiene, la memoria scricchiola e si perde nel corridoio zigzagando insonne, senza poter rispondere al quesito, dov’è finito tutto quell’amore, quelle foto con sorrisi ebeti e sguardi e saliva e lettere che ripetono rime lise e rovinose. Un pozzo senza fondo. Tutto perduto. Anche il sonno.

L’insonnia è abbacinante: non vive nel buio, ma sottopone gli occhi a continui crepitii di luci e foglie di lacrime. Un autunno che dura più delle ore notturne. Basa la sua forza sul principio dell’economia e dello spreco. La vita una, ed è possibile resistere al fascino dei sogni per vivere anche quando gli altri dormono. Questa vita per Senzasonno, quando accade, non è la sua. Diventa la vita di tutte le vite che avrebbe potuto vivere e penosamente ha rinnegato. Anche queste a chiedere il conto, insieme al primo amore.

Una fila di terribili ipotesi o soluzioni scartate e peggiori tra tutte le potenzialità innate. Quelle doti che ti leggono in fronte da bambino, tutte le attese di genitori e parenti, le frustrazioni di docenti affetti da transfert educativo. Quelle sono le più terribili. Con quelle evita anche di correre. Si siede sul sofà del dormiveglia e decide di accudirle e conoscerle. In fondo sono sue vite possibili, parenti stretti della vita vissuta.

La sua vocazione alla musica, ad esempio. Una parente straniera in gita domenicale vista di sfuggita da bambino. L’aveva riconosciuta una notte e non era riuscito neanche ad averne paura, tanto era straniera e labile nei contorni. Mentre la sua possibile laurea in Biologia, quella no, lo prostra. L’aveva mai veramente tentata? Lo rende potenzialmente cieco, sordo e zoppo, piuttosto che… piuttosto che la sua passione per la scrittura e il libro. “Piuttosto che”, l’espressione favorita della notte che così cambia scenari e prospettive. Piuttosto che dormire.

La trasparenza della membrana emotiva nell’insonnia diventa cristallina. Tutto è bianco e illuminato per fortuna come sempre succede arriva la mattina e i demoni se ne vanno. La membrana torna opaca e adatta ad accogliere la quotidianità, i corridoi riprendono le loro dimensioni di appartamento russo in epoca del socialismo reale, e a volte la memoria non ci pensa due volte a tirare lo scarico e garantire un lieto fine agli ingombranti inquilini notturni del signor Senzasonno. Le notti bianche finiscono così e San Pietroburgo torna la stessa città immemore e farraginosa, coperta dalla lana dell’insonnia dei suo abitanti.

 

 Immagine

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

febbraio: 2014
L M M G V S D
« Gen   Mar »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
2425262728  

Blog Stats

  • 37,791 hits
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: