Deposizione del Cristo di Rosso Fiorentino – S. Lorenzo in Sansepolcro

350px-Rosso_Fiorentino-Deposizione_di_CristoNel 1527 c’era stato il sacco di Roma. un evento che aveva lasciato tutti stralunati, l’11 settembre dell’epoca. Rosso fugge a Borgo San Sepolcro dove intercetta una commissione inizialmente non destinata a lui. 

In realtà il titolo non rappresenta esattamente il tema: non è propriamente la deposizione, ma quel momento epico e di sparagmos del pianto sul corpo più nero del Cristo. Il lutto e lo sconforto, la fermezza della scena racchiusa da uno squarcio di croce e dalle scale che creano una vera e propria paratia al naufragio in corso. La grande occasione della redenzione è sconfitta, o meglio rimandata alla fine dei tempi e in questo palcoscenico di luci e ombre troneggia questo corpo nudo e abbandonato, definito come una geografia collinare da una fila ossessiva di costole in evidenza. Si leggono le influenze del Savonarola sulla necessità del pianto e la nudità ostentata come forma di umiliazione del Cristo. 

Rosso si cita, ma manca della deposizione di Volterra la sintesi conchiusa, essenziale e arcaica. Qui prevale la somma delle forme, il baluginare di sete e organze tra gli sguardi mostruosi e ferini degli astanti. La scioltezza semplice e umanamente empatica di quel corpo di liquirizia contorta che ha accettato di farsi carico dei mali e dei peccati del mondo.

A Rennes! Conferenza al Festival Periscopages 2009

Qualcuno sa cosa penso della puzza sotto il naso del mondo della banda del disegno francese… Beh! Ogni tanto bisogna ricredersi, e dichiarare che come ogni luogo comune l’idea sui francesi ha delle pecche. Gli amici che organizzano Periscopages sono fuori dagli schemi ordinari del fumetto d’oltralpe. Innanzitutto sono curiosi. Il loro programma non ripropone la solita pappa rifritta che in molti festival europei riscontriamo. Anzi, mi viene da dire … chi sono??? 

Io intanto farò una specie di conferenza sul nuovo fumetto italiano, ma soprattutto mi aggirerò furtiva per le mostre per scoprire questo mondo underground in Bretagna. D’altro canto si sa, in questa parte di Francia sono tipi tosti. 

Venerdì 5 giugno alle 16.30  - Champs libres
Conférence : La bande dessinée italienne contemporaine

Ah, dimenticavo: i Morvandieu sono persone talmente speciali, che addirittura hanno invitato Giuditta de Concinis, la nostra fidata interprete e amante delle nuvole, a tradurre la conferenza. 

http://blog.periscopages.org/

http://www.periscopages.org/

 

Il manifesto del festival di Rennes

Il manifesto del festival di Rennes

Blankets – Craig Thompson

 

La copertina americana

La copertina americana

Il tema del ricordo e della difficoltà della memoria ritorna più volte

Il tema del ricordo e della difficoltà della memoria ritorna più volte

Thompson è un Truffaut del fumetto. Il suo libro è costruito sul silenzio che precede ogni cambiamento, ha un ritmo lieve che si basa sulle pause delle vignette mute. In musica si chiamerebbe contrappunto, è uno spartito che si regge sui timbri dell’infanzia e dell’adolescenza. C’è una corda malinconica che pervade tutto il racconto, una marcatura di base dovuta a quel senso di irrimediabile perdita che assume quel periodo della vita visto dall’adultità.

 

L’autore è molto presente nel racconto, così presente che a pag. 135 tratteggia addirittura il suo punto morto nel recuperare il ricordo. Si ritrae fermo a disegnare e intento a recuperare quel filo che non tiene. 

Come dicevo la musicalità pervade il testo: una presenza ingombrante, verso la quale l’autore si ribella. A pag. 138 si chiede se può glorificare dio con il disegno e non con il canto – perché se si deve fare ciò che maggiormente piace, lui in Paradiso vuole solo disegnare. La maestra/catechista a cui viene posta la domanda risponde con disappunto: “Ma, Craig, lui ha già disegnato queste cose per noi”. Dunque, il disegno è un’arma, come anche per l’Islam, impropria nelle mani dell’uomo che si vuole sostituire al creatore. Mentre la musica nel suo essere rarefatta può essere utilizzata nella glorificazione del divino … Un impasse non da poco a livello teologico. 

Blankets potrebbe essere tutto letto attraverso questa lente di ingrandimento. L’apparente ovvietà del passaggio da infanzia ad adolescenza attraverso la scoperta dei sentimenti non spiega da solo l’imprevedibile successo di questo libro, in particolare nei puritani Stati Uniti. Blankets mette a nudo alcuni dei nodi più irrisolti del pensiero moralista americano, che ahimé pervade molti degli strati sociali più popolari di quello sterminato Paese. Di fatto, pervade anche il pensiero liberal, che quando sceglie di esserlo, è caratterizzato da una grande austerità e dal bisogno di impartire regole e teoremi. Una modalità presa a prestito dal moralismo… 

Thompson non è molto simpatico, credo che non sia neanche consapevole appieno del valore del proprio lavoro. O almeno non lo dimostra negli incontri pubblici a cui ho assistito, in cui la banalità delle sue parole non rende conto della complessità e dell’interesse della sua opera. Per fortuna i libri non sono degli autori, ma quando sono creati hanno una vita autonoma. 

http://thedailycrosshatch.com/2007/05/28/interview-craig-thompson-pt-2-of-2/

 

Devo ringraziare Igor Prassel, che mi regalò l’edizione americana appena uscita nel 2003: come sempre, Igor aveva un grande fiuto e una grande passione.

In Italia il libro è edito da Coconino.

E questo è il blog di Thompson http://blog.dootdootgarden.com/

 

 

Continua a leggere ‘Blankets – Craig Thompson’

Ho scelto la politica della poesia

“Amare le parole. Amare una parola. Ripeterla. Bearsene. come un pittore ama una linea, una forma, un colore” (Max Jacob citato da Giovanni Giudici). 

Il pensiero metaforico si nutre continuamente di traslati di immagini. Guardo qualsiasi cosa, animata o inanimata, ed essa mi rimanda ad altro. Non è solo una traduzione del reale: esso aggiunge senso sia al primo che al secondo termine di paragone. Il pensiero metaforico è ricco di implicazioni anche nella didattica. Esso permette di rendere comprensibile l’estraneo. 

Nella politica è quello che alimenta la visione: i cosiddetti pragmatisti (ma esistono veramente? Sono ragionieri del pensiero? O semplicemente vendono una falsa coscienza?) si guardano bene da frequentarlo. La metafora nutre l’entusiasmo. Può essere anche il nutrimento del dogmatismo, dipende. Di norma il dogmatismo quando diventa potere diventa anche omicida della poesia. La usa come chiavistello, la sfrutta per poi scaricarla.

Elogio dell’ebrietà – Endre Ady

“Per mia curiosità ho voluto provare una volta se avevo abbastanza energie per vivere senza un goccia di alcol per otto o dieci mesi. L’avevo: resistevo magnificamente, ma la mia sensibilità, che è la caratteristica più nobile di un artista e che, salvi i neolatini, si trova in misura cospicua soltanto nelle razze semitiche e forse presso i giapponesi, cominciò ad esaltarsi sino alla follia. La vita ungherese, grigia, colore della polvere, si faceva ancora più grigia e maledetta dinanzi ai miei occhi e la morte avanzava pericolosamente verso di me. Fui più vile, e preferisco ancora vedere la vita, per un quarto d’ora o due, migliore di quella che è, piuttosto che calarmi nell’abisso senza aggrapparmi alla corda di sicurezza dell’ebrietà … L’uomo che fa uso di alcol. del sentimento o della poesia è un acrobata malato e capriccioso, di impulsi capricciosi”. Endre Ady

 

Endre Ady, poeta ungherese

Endre Ady, poeta ungherese

La destra e la sinistra per Nolte

La destra è una risposta alla sinistra. Lo slogan “Libertà, uguaglianza, fratellanza” viene sostituito da “Ordine, diversità, distanza”. Il cattolicesimo è più vicino al campo politico della destra, ma fino a che non si libererà delle origini bibliche, vetero testamentarie, sarà il luogo di origine della sinistra. Ovvero l’aspetto messianico che riconduce al futuro le attese. 

La sinistra anti sistema è oggi un fronte formato dai portavoce del Terzo Mondo. Per loro esiste una sfida antisistema, mentre il mondo evoluto è di destra, solo frammentariamente si prepara ad una collisione ostile. 

 

Questi sono brandelli di appunti di pensieri non so quanto rimeditati di alcuni anni fa da un testo di Ernst Nolte. Il problema è che mi sembra tutto molto verosimile.

Istanbul e separazione, 13 luglio 2002

Sono arrivata a Istanbul di corsa. Correre dietro le sensazioni, senza una meditazione; ho osservato passare la mia vita precedente come una straniera. Il giorno prima, l’11 luglio, ero in tribunale a firmare la mia separazione. Ti tengono in una specie di vetrina, dietro finestroni che danno su un cortile dove un artista sornione ha collocato degli enormi gorilla. Si boccheggia in un fiume di uomini, donne, avvocati, in attesa di dichiarare allo Stato che “guardi signor Stato noi non ci amiamo più. Forse un tempo, forse, ma adesso chissà dove è andato quell’amore”. Questo signor stato nel mio caso si è materializzato in un giudice di origine albanese, cordiale e pronto alla battuta che saluta alla fine con un “Arrivederci”. No, guardi, per noi è l’ultima … promesse che si fanno per disattenderle. E allora pochi giorni fa poche ore fa parlavo con l’ex marito, prima di arrivare nella città. Ho scoperto di avere già nel mio quaderno dei pensieri una pagina dove scrivevo di Costantinopoli e della sua caduta. Scrissi “pochi giorni e un mondo scomparve”. Una firma e undici anni di matrimonio svaniscono.

Manichini o uomini?

Manichini o uomini?

Bosforo giallo

Bosforo giallo

Le foto provengono da un album di flickr

http://www.flickr.com/photos/robino/2837689476/in/set-72157600269750517/

Sulla sindrome della riunione

Che cosa fare quando il sonno scende sul pensiero? Immagina tutti i pensieri casuali nel momento della noia mortale balenare e uscire dalla mente figurativamente… Le riunioni sarebbero abolite.

Al Folletto di Abbiategrasso: presentazione del libro e della mostra dei disegnatori libanesi

Il Folletto e i folletti è un luogo persone dove sono contenta di andare. Intanto sta ad Abbiategrasso, uno di quei posti al confine con la metropoli, ma vera campagna del west padano. La scorsa volta ci ha ospitato un ragazzo rasta che ha una fattoria di mucche enormi con annesso B&B: siamo giunti a destinazione trottando su una strada fangosa, ascoltando reggae music con la nebbia che ti si appiccicava sullo sguardo e l’anima. Contraddizioni del contemporaneo, ricchezza dell’esperienza del viaggiatore. Il Folletto è fatto da gggiovani come ce ne sono tanti e pochi allo stesso tempo. Anche meno giovani veramente, anche giovanissimi forse. Non so, in questi giorni bui di Italia ombelicale, egoista, ripiegata sulla chiacchiera, sono proprio contenta di essere stata invitata nuovamente dai folletti. (Dopo la presentazione nostra la settimana dopo ci sarà anche Michele Marziani che presenterà Dei in una ciclofficina, mi piacerebbe esserci, ma vabbbé…) 

www.laterratrema.org

stranespecie09-a41

Seferis e Montale

Montale è un universo ligure, un paesaggio colto. 

Seferis scrive di un mondo in cui le pietre lamentano la partenza degli dei. 

Hanno però in comune l’appellarsi al tu del lettore, questo dialogare intimo come se conoscessero che il nostro ambiente ha bisogno di essere guidato, descritto e ricomposto dalle loro parole. Sono architetti della nostra visione. 

 

Seferis con la macchina fotografica: esiste un bellissimo libro della Banca nazionale di Grecia che colleziona gli scatti del poeta greco

Seferis con la macchina fotografica: esiste un bellissimo libro della Banca nazionale di Grecia che colleziona gli scatti del poeta greco

 

Eugenio Montale: poeta fumatore senza sensi di colpa

Eugenio Montale: poeta fumatore senza sensi di colpa

Pagina Successiva »