London Comica e Ctrl.Alt.Shift

Ecco alcune immagini della discussione all’ICA di Londra nel contesto del Festival Comica di Londra http://www.ctrlaltshift.co.uk/article/cas-ica-comic-art-propaganda-ctrlaltshift-discussion-panel

E’ stata una discussione interessante, soprattutto per i contributi di Pat Mills e Benjamin Drickson. Il moderatore era lo svedese Fredrik Stromberg, che ha scritto vari saggi sul fumetto pubblicati da fantagraphics.

Comica è un festival molto interessante per chi ama la parte riflessiva e non commerciale del medium. Questi incontri all’ICA sono sempre molto partecipati e non volano mai parole per riempire la bocca. E’ un festival intimista, ma con vasti orizzonti (visti gli ospiti: l’anno scorso c’era Alan Moore). Per me è stata una bella sfida partecipare insieme a Gianluca, soprattutto perchè ho dovuto parlare in inglese davanti ad inglesi… che vergogna! alternative comics in londonQuesta invece è la piccola e partecipata fiera dell’editoria autoprodotta e alternativa del fumetto londinese. C’è poco da dire, anche su quel fronte l’Italia non ha molto da offrire (intendo in termini numerici, non come qualità). il DIY sembra ormai scomparso dal DNA dei disegnatori che sognano tutti la graphic novel dell’editore.

Ah, ovviamente c’era anche la nostra rivista GIUDA esposta e in vendita. Purtroppo tutta in italiano: siamo però rimasti colpiti dal numero di inglesi che parlavano italiano presenti.

Londra: siamo presenti con Giuda a Comica

Esce Giuda: Geographical Institute of Unconventional Drawing Arts

In occasione di Lucca Comics ecco un’uscita fresca di stampa, un nuovo progetto in cui alita come al solito il vento dell’utopia.  Interamente autoprodotto, sarà in vendita online e negli stand di Lucca comics a 10 euro. Uscirà ogni 4 mesi. Sarà pubblicata a puntate la storia che ho scritto e Angelo ha disegnato, “Piccola Gerusalemme”, sulla storia di Salonicco e sulla mia famiglia.

Giuda è una rivista, un luogo.

Giuda indaga il tradimento delle immagini.
Lo fa usando il disegno in forma intensiva, cartografando il dicibile e il rappresentabile.
Si pone come uno spazio programmato di ricerca visiva e di estetica.
Insegue i luoghi sulle cartine, sapendo che la mappa non è il territorio, ma è la sua rappresentazione e che a partire dalla cartografia si stabilisce il nostro posto sul mondo e lo spazio che a livello simbolico occupiamo.
Nella rivista tutto è disegnato, dall’editoriale alle pubblicità.

È una rivista da collezione, che non concede sconti all’epoca delle veline editoriali.
Ha una vocazione decadente e romantica, utilizza lo spazio contemporaneo del disegno per inseguire le strade cimiteriali delle metropoli: nel primo numero compaiono i volti dei morti eccellenti del cimitero di Montparnasse.

Concorrono alla sua realizzazione un gruppo avanguardistico di disegnatori.

Oltre a Gianluca Costantini, ideatore e instancabile sperimentatore della nona arte, Armin Barducci, il collettivo spagnolo El Cubri, Ciro Fanelli, Angelo Mennillo, Rocco Lombardi, Robert Rebotti -jacklamotta, Alice Socal.

Collaborano inoltre Marco Lobietti e Elettra Stamboulis.

Giuda è il primo progetto di una nuova casa editrice “Giuda edizioni”.

copertina

sconosciuto

Ecco il sito del maestro cartografo Marco Lobietti www.giudaedizioni.it

 

Di ritorno da San Pietroburgo – cronache da Boomfest

Una delle mostre più interessanti, forse la più mostra di tutte visto che le altre avevano stampe e questa invece originali, è stata quella ospitata nella casa della Fontana – Museo di Anna Achmatova. Il luogo di per sè è magico e denso. L’ala in cui è ospitato il breve percorso dedicato ad Anna fa parte della ex tenuta dei Serementev, uno dei clan più importanti e potenti della Russia zarista. Uno dei personaggi più importanti di questa lunga dinastia familiare (l’aeroporto di Mosca è costruito su terreni che erano di loro proprietà) fu l’artefice di uno scandalo sociale, in quanto sposò per amore una serva attrice, Praskov’ja, con conseguente isolamento dal resto della società nobiliare dell’epoca. Fu anche la casa in cui la poetessa russa riuscì a vivere per circa trent’anni e che costituì il luogo del suo destino. Qui ha scritto “Poema senza eroe”, l’opera che più ha rappresentato il destino della sua generazione. Lo spirito di Anna e il suo sguardo da sfinge aleggia sul giardino e sugli oggetti feticcio del museo.

La scelta o l’opportunità di fare la mostra della giovane disegnatrice russa, ma di formazione e residenza francese, Polina Petrouchina, si è rivelata particolarmente felice. In fondo lei appare come una seguace, consapevole o meno, di quella parte di intellettualità russa fortemente impregnata di cultura europea e in particolare francese (si vede che vive in Francia…), ma allo stesso tempo alla ricerca delle proprie radici di russità o di “suolo patrio”, per dirla alla Dostojevsky. Bel segno, incantevoli gli abiti e i tessuti che riprendono le forme e i disegni da lei creati sulla carta.

www.boomfest.ru

il blog di polina

http://boublik.blogspot.com/

il sito in inglese del museo dedicato ad Achmatova

http://www.akhmatova.spb.ru/en/index.php

Marina Cvetaeva da “Io ti racconterò”

Mormorio di secoli

Scalpitio di zoccoli.

La strategia delle parole

Se in questo cammino lunatico

Un uomo si accorgesse

in un mattino di maggio

nel campo svagato di girasoli

o nella latrina di un hotel

o nel dormiveglia

dove sognano pesci

in pantaloni alla zuava

o nelle arene affollate

di sudore calcistico

o nelle vecchie osterie

delle ostriche lessate

o nei corridoi d’attesa

delle partorienti con il sigaro

o nel passo innevato

dei romantici in decadenza

Se un uomo si accorgesse

dell’accumulo di ossa e piombo

sceglierebbe la strategia delle parole.

L’ira di religione.

Gran smottamento istituzionale nelle lande desolate della politica italiana. Il bipartisan impera e lo stato latita o decade. La domanda è semplice, cos’è l’Italia? Le risposte puntigliose e quasi sempre impaurite. Ai ragazzi credo importi veramente poco di questa baruffa di principi. Eppure… Eppure un docente poi duramente punito a Cesena ha fatto un’indagine personale sui loro desiderata. Che cosa sceglieresti tra ora di religione, ora sui diritti umani e storia delle religioni? Il risultato è stato univoco, la stragrande maggioranza opterebbe per diritti umani, seguiti a ruota da Storia delle religioni. Uno sparuto nucleo per l’ora di religione cattolica. Ma a chi importa?

questo il testo sottoposto ai ragazzi

Classe:

Se il tuo istituto, come avviene in molte scuole superiori, oltre alla materia Religione istituisse (come prevede la normativa scolastica) anche alcune materie alternative per chi non si avvale dell’insegnamento di Religione, tu personalmente cosa sceglieresti?:

1) Insegnamento della Religione Cattolica (docente nominato dal Vescovo);

2) Storia delle religioni (cristianesimo, ebraismo, islamismo, buddismo e le altre religioni come storia e attualità) [docente laureato in storia o filosofia, designato dal Collegio Docenti];

3) Diritti umani (diritti umani e violazioni nella storia e nell’attuale situazione del mondo, vita e pensiero di grandi personalità che si sono distinte per il loro contributo in difesa dei diritti umani) [docente laureato in storia o filosofia oppure con un curriculum di impegno in associazioni umanitarie, designato dal Collegio Docenti]

Ciascuna delle tre materie, essendo facoltativa, prevederebbe un insegnante, un programma, un testo, una valutazione che però non fa media alla fine dell’anno e non determina debiti o mancata promozione.
Risultati
11,3 % sceglierebbero Religione Cattolica
88,7% sceglierebbero una materia alternativa
(23,9% Storia delle religioni; 64,8% Diritti umani)

Berlusconi e il governo di Ankara

gaz1italianogaz2italiano

ooops, c’è stato un incidente diplomatico? Oppure è il solito berlusca illusionista? Cosa è successo alla firma del trattato sul gas tra Turchia e Federazione Russa? C’è stato il terzo incomodo? Le cose non stanno proprio così. Un po’ di memoria sulla questione non fa male. Berlusconi le dice grosse, ma a volte dice anche qualche verità, come in questo caso. Forse Erdogan però non aveva piacere che fosse detta… Un po’ di tempo fa io e Gianluca abbiamo realizzato questo articolo a fumetti che è stato pubblicato su “World War 3 illustrated” n.37 – WW3, 2006 negli Stati Uniti, su “Babel” n°237 – Babel Edizioni, 2006 – Grecia e in Italia su “inguineMAH!gazine” n°11 – Fernandel, 2007 – Italia.

La cosa più “divertente” fu il commento dell’editor di World War III, per i quali fu realizzata la storia: “Ma veramente??? Succedono queste cose legate al gas? Pensavo fossimo solo noi i cattivi che succhiano il petrolio all’Iraq…”

http://www.worldwar3illustrated.org/

L’officina del macello e i giurisprudenti

Il 28 maggio 2009 all’aula magna della Facoltà di giurisprudenza di Padova, sede di Treviso c’è stato un convegno “ispirato” al nostro libro, Officina del macello.

Una situazione veramente strana: docenti giurispudenti che partendo dal nostro fumetto hanno tenuto prolusioni molto dotte sul tema del diritto. Sala molto piena, sostanzialmente di studenti a caccia di crediti formativi.

Le cose sentite sono state particolarmente interessanti, anche se ovviamente noi eravamo un po’ il cavolo a merenda. Il nostro parlare non era certo nello stesso codice degli altri relatori. Ad ogni modo è stata un’esperienza straniante e utile al tempo stesso.

Ci ha molto colpiti in particolare un docente con le bretelle che, con loquacità demostenica, ha condotto un paradosso che ha messo in evidenza quanto il diritto e il senso di umanità e giustizia possano essere non sempre affratellati. Dopo aver distrutto tutti i presupposti giuridici (a suo dire indifendibili in punta di diritto) per cui la decimazione sommaria sarebbe condannabile, ha concluso dicendo che quando la ragion di stato diventa l’unica padrona, scompare la ragione e rimane solo lo stato.

Non male come frase di questi tempi…

http://www.gianlucacostantini.com/officinamacello1-10.html

questo è il sito dell’editore

http://www.edizionidelvento.it/index.php?page=shop.product_details&flypage=shop.controvento_flypage&product_id=34&category_id=6&manufacturer_id=0&option=com_virtuemart&Itemid=90&lang=

Era un editore interessante, peccato che per ragioni personali abbiano chiuso bottega.

Sulla vostra isola – John Berger

Sulla vostra isola

la notte scende più tardi?

Sto camminando un po’ avanti a voi

in modo che nessuna serpe morda

il vostro piede stretto nel sandalo?

I conti non sono mai in pareggio.

Ecco perchè le stelle sono silenziose

e non offrono spiegazioni.

Come misurare

la stagione

sul

calendario della vostra assenza?

Come misurare

il flusso

della mia aggrovigliata luce

nella montagna

di ciò che è stato

e che sarà?

I conti non sono mai in pareggio.

Eppure nella notte i tuoi occhi e i miei

sondandosi a vicenda

non mostrano traccia di vertigine

John Berger, E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto, Milano 2008

Berger mi è caro. Come un parente che guida il mio guardare. Il suo modo di raccontare che parte sempre da qualcosa di visivamente significativo, di tangibile, per poi passare alla teorizzazione, all’intangibile delle parole e delle interpretazioni… Berger è un marxista che ha saputo coniugare amore per l’estetica e militanza. Quasi un miracolo.

Ho chiesto a Peter Greenaway poco tempo fa, mentre stavamo mangiando cibo scadente in un baretto all’isola san giorgio a venezia, che cosa ne pensasse di Berger.

- Perché me lo chiedi?

- Non so, ho pensato che vi conosceste.

- Sì in effetti ci siamo incontrati qualche volta. E’ stato un critico importante per la mia generazione, soprattutto il suo testo “Modi di vedere” ha influenzato la mia generazione. Però non lo stimo, mi ha detto che le donne non sanno dire le barzellette. Si può dire una cosa più stupida?

Continuo ad amare Berger, a chiedere indicazioni ai suoi testi. Ho scoperto che probabilmente è misogino, come la maggior parte degli uomini che si amano molto.

johnberger

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